sabato 20 aprile 2013

ROBERTO 2


Eravamo li, sdraiati e abbracciati uno all'altro nudi, con i nostri sessi che si toccavano, con le gambe incrociate per meglio sentirsi vicini, con il dolce alito di un ansimare di piacere sfiorare il lobo dell'orecchio accompagnato da un lieve sussurro; AL avresti voglia di fare sesso con me? A quelle parole la mia mente cominciò un frenetico lavoro di domande, «da dove comincio, fino a dove posso spingermi, cosa faccio». 
Senza parlare allungai una mano sul suo ventre e cominciai un lento massaggio spingendomi fino al pene, che prese a gonfiarsi immediatamente, e sinergicamente al mio. Tutti i suoi muscoli erano tesi,i pettorali gonfi mettevano in risalto i piccoli capezzoli turgidi di piacere, presi a mordicchiarli, e un gemito di piacere misto a dolore usci dalla sua bocca, Al; mi fai male, e io imperterrito continuavo a mordicchiarli e succhiarli con avidità. 
Tutto era un estasi, in quella cabina il calore incominciava a sentirsi, i vetri dietro le tende si appannarono e lo si poteva vedere dagli spiragli che riflettevano la luce dei lampioni del parcheggio, lo cinsi alle spalle mordicchiando adesso il lobo dell'orecchio e poi giù più sotto, e la nuca, e presi a dargli baci misti a leccate delicate sulla spina dorsale, spingendomi all'inizio di quel suo splendido e sodo sedere.
Roberto cominciò ad ansimare di piacere, il suo cazzo era diventato di marmo, pronto ad esplodere una seconda volta, gli allargai le natiche e cominciai posandoci sopra un dito a farlo roteare sul suo sfintere, inumidendolo con qualche sputo di saliva, e cercando di capire se era stato già violato da qualche cazzo, al tatto era ruvido, strettissimo, rigido, "come quando da bambini la mamma voleva infilarti una supposta e tu invece di rilassarlo stringevi forte cercando di opporti al corpo estraneo, che non voleva nuocerti, ma darti sollievo dal dolore", così cercai di infilargli il dito, e ci volle molta pazienza per riuscirci, ma alla fine almeno la meta entrò in quello stretto buco umido di piacere.
Un urlo e poi la mano di Roberto afferrò la mia e violentemente la strattonò togliendomi il piacere della penetrazione; no, Al, non è il caso ti ho detto che non ho mai fatto niente del genere, e che sono vergine, e intendo rimanerci.
Scusa dico io , tu mi hai appena detto che volevi fare sesso con me o sbaglio?
Si, ma, non so, sono confuso, rilassati, vedrai faccio piano e con un bacio infinito calmo Roberto e riallungo la mano, e piano infilo il mio indice nel suo splendido culo.
Lo lascio all'interno e comincio a tintillargli la prostata, il piacere sale non più dolore ma uno stimolo nuovo, e continuo a baciare tutto il suo corpo, intanto lui si china e comincia a succhiarmi il cazzo in un modo regolare, in silenzio lo stringo verso di me e cerco ancora la sua bocca, un bacio profondo tolgo il dito e inumidisco ancora lo sfintere.
Roberto hai dei preservativi? Lui apre il cassetto della dinet e ne prende un paio, ne apro uno e me lo infilo, LA PRUDENZA NON E MAI PROPPA; mi sistemo dietro di lui e lo metto in ginocchio e comincio a puntare la mia cappella sul suo buco, cazzo non entra rilassati, non pensare che ti fa male, tranquillo vedrai che poi è un piacere diverso e irraggiungibile in nessun altro modo.
Piano piano tra un mugolio e un fermati punto e il mio cazzo che non è certo piccolo comincia ad entrare, sputo per meglio lubrificare e spingo e allargando le chiappe con le mani riesco ad affondare fino alle palle la mia verga, un urlo da parte sua ferma la mia corsa.
Mi blocco, togliti urla, ma io rimango li, in quella splendida posizione, rilassati stai fermo non agitarti, e vedrai che ti passa, un attimo ed esco, no rimani il dolore sta passando, ma non muoverlo.
Mi chinai verso destra e appoggiando la mia mano sinistra sulla sua guancia lo feci girare verso di me e ci limonammo per un secondo infinito, poi presi a strofinargli il capezzolo e ancor più giù gli presi in mano il pene che era diventato molle dal dolore, e dal mio cazzo nel suo culo.
Roberto adesso io non ce la faccio più a resistere sento che sto per venire, l'eccitazione del momento era stata troppa anche per un camionaro navigato come me, due colpi e tutta la mia sborra la sentivo uscire e inumidire la mia cappella trattenuta dal preservativo,cazzo che goduta, il piacere era ancora più forte e cominciai a ridere dal piacere, proprio come quando uno continua a masturbarsi usando il nettare come lubrificante, sensazione incredibilmente piacevole.
Alcace sei venuto? Perche ti sei messo a ridere, rido di piacere, mi dispiace che tu non sia venuto assieme a me, ma adesso rimedio subito, tolsi il mio cazzo che si stava ammosciando dal suo culo, e trattenendo il preservativo stracolmo lo feci uscire come esce un tappo dalla bottiglia con il botto.
Mi sdraio supino sulla cuccetta facendolo spostare ai miei piedi e guardandolo fisso le dico, adesso tocca a te. A me? Cosa vuoi dire, che ti devo inculare? Si dai datti da fare cosa pensi che io sia vergine? Ma Alcace, e ancora più rosso, ti avevo detto che; smettila di dire fregnacce, fallo diventare duro e scopami.
Ci volle un po di tempo ma quando il palo fu pronto lo rivestimmo con il goldone e io divaricando le gambe in aria mi misi comodo per vederlo mentre mi penetrava, Roberto appoggiò le mani sulle mie cosce facendomi arcuare la schiena appoggiò il cazzo sul mio buco e spinse con per farlo entrare; non entra, ma sei strettissimo, Roberto quella non e una figa, ci devi mettere più impegno, dai riprova tienilo li e spingi, mentre io cerco di allargarmi per renderti la strada in discesa.
Un colpo e sento invadermi le viscere da un palo enorme, duro ma allo stesso tempo morbido e se non fosse per il preservativo caldo, comincio a scoparmi lentamente, il sudore di tutto questo cominciava a scendere dalla sua fronte bagnandomi il viso, cosa che lui vide e con la lingua mi lecco per asciugarlo, lo baciai di nuovo, e lui continuò il su e giù ritmicamente, cosa che non sembrava finire mai, il ritmo aumentò fino a sentire i suoi colpi violenti spaccarmi lo sfintere preso dalla foga di venire, cosa che fece con due colpi da urlo, lo sentii venire e rantolare di piacere si fermò tolse le mani dalle mie cosce, si distese su di me, sempre con il cazzo dentro e sempre in tiro permettendomi di allungare le mie gambe alle sue, un abbraccio di piacere, un bacio e restammo così per qualche minuto.
Ho voglia di un caffè, dai rivestiamoci ok. disse, presi la mia roba scesi dal suo Scania e salii sul mio Man per cambiarmi e ripulirmi bene di tutti gli umori miei e suoi, nudo mentre mi passavo le salviette igieniche sentii mettere in moto lo Scania e poco dopo allontanarsi velocemente.
Roberto sai dove sono fatti vivo.

4 commenti:

  1. complimenti,bello il racconto...quello che mi ha colpito e quando hai detto,che ti piace cio che e bello e che non ti definisci gay,bravo...

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  2. se capiti nel parcheggio di fronte al eroporto di Rimini,qualche volta e hi voglia di svotarti,e ti piacciono i giovani,io sono disponibile,ho 25 anni,tranquillo,senza vizi e con tanta voglia di prendere dei cazzi(non lo faccio per soldi,solo per puro piaccere),il mio email e(cioby.alex@gmail.com).in tanto ti auguro di avere buone strade e non incontrare piu gente cume hai raccontato nel racconto precedente a questo,che il finale e brutissimo,imenso rispetto e buon lavoro!

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  3. alce sono stato oggi nei tuoi parcheggi avevo voglia di te...... ma dove cazzo stai?

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  4. Ciao se passi da livorno mia mail boblabronico4@gmail.com. ho un bel culo e se mi contatti ti mando foto

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